Comunicare oggi

Non sappiamo quasi più cosa significhi scrivere una lettera. A dire il vero sappiamo anche poco cosa significhi scrivere. La nostra comunicazione si è ridotta sempre di più a semplici e poche parole su una tastiera del computer, o peggio, del solo smartphone. Spesso parole storpiate, semplificate, anglicizzate senza saper parlare in inglese, paradosso del mondo moderno. Quindi abbiamo perso il senso dell’attesa, quello di quando arrivava il postino che magari avrebbe portato la risposta del nostro amico di penna che si trovava allora altrove, in un’altra parte del mondo, che ci sembrava davvero così lontana, quando non c’erano i voli low cost ed anche l’Europa era terra d’oltralpe quasi irraggiungibile. Quindi abbiamo perso anche l’attrattiva per i francobolli, per cercare una carta colorata, più leggera, filigranata, magari profumata; ora tutto è l’istante del presente che passa nei nostri display, è il messaggio pensato scritto e letto tutto in contemporanea, sia verso il salotto di casa che verso la parte più lontana del globo, ma provvista di collegamento ad internet.

Comunicazioni di servizio

Quello che ci rimane oggi della comunicazione cartacea, anche se sempre più sta volgendo al digitale, è la posta raccomandata: dove e quando usarla.
Non esiste molta aurea di romanticismo intorno ad una raccomandata. Non si scrivono lettere d’amore tramite una raccomandata, anzi spesso sono foriere di messaggi e comunicazioni poco liete, perlopiù di amministrazioni. L’arrivo di una raccomandata ci riporta alla mente qualche multa che pensavamo di aver scampato. Oppure è la comunicazione dell’ufficio dove andiamo ogni giorno, che per scelte inusitate ed inutilmente dispendiose, ci deve negare qualcosa che avevamo richiesto e così ci obbliga ad andare a ritirare la ricevuta di ritorno, perchè ovviamente eravamo in ufficio e non potevamo ritirarla.
L’ufficio postale, quindi , diventa il detentore della nostra corrispondenza più burocratica e ci ‘obbliga’ a portarci verso sè, in un tempo stabilito, pena il pagamento di un esborso economico che si aggiungerebbe alla perdita di tempo. Perchè l’uffico postale, in una grande città, non è mai vuoto, ma occorre sempre fare una discreta fila anche quando c’è poca gente. D’altra parte, anche con i numerosi sportelli aperti, se l’addetto allo sportello deve ora ritirare un pacco, poi spedire una lettera, compilare un form per un libretto postale, ricaricare la postepay, aprire un libretto di risparmio, pagare la pensione e venderci anche una lavatrice omaggio che non passa dal vetro che ha di fronte, ovviamente ci mette molto tempo a lavorare ogni singola pratica. L’ufficio postale, d’altra parte, attualmente è un supermercato di servizi in cui la raccomandata ne costituisce solo una esigue fetta.

Raccomandiamo tutto

Se è pur vero che la raccomandata è il mezzo con il quale gli uffici ci scrivono è pur vero che è una formula per il privato di inviare lettere o pacchi in maniera più sicura. Ad ogni spedizione si può associare un codice, rintracciabile on-line in modo tale da poter vedere sempre a che punto si trovi prima della consegna e fino a quest’ultima.